Nuovi alimenti da mettere in tavola? Ecco qualche idea…

di | 22 Ottobre 2020
nuovi alimenti

Sei spesso a corto di idee su cosa mangiare o cucinare per te e per i tuoi inviati. Ci vorrebbero nella lista della spesa dei nuovi alimenti, ma non sai se ne esistono in giro.

In questo mese voglio infatti parlarti di quello che vengono chiamati “novel food”

Che cosa sono?

…se conosci un po’ l’inglese avrai già capito che si tratta di un alimento nuovo quindi qualcosa che non è mai esistito prima d’ora.

In realtà ogni epoca ha avuto i suoi “novel food”…basta pensare agli alimenti che mangiamo regolarmente e quotidianamente nei piatti come: patate, melenzane, pomodori, ananas, banane, ecc.

Ebbene si, questi alimenti che ti ho appena elencato, sono stati un tempo anche loro dei novel food. 

Sono infatti arrivati a noi da luoghi abbastanza lontani (Indie e Americhe), grazie a famosi esploratori come Magellano, Colombo ecc.

Quelli che oggi vengono considerati novel food non sono solo quelli di importazione da altri luoghi del mondo, come per esempio i semi di chia che fino a qualche decennio fa, qui in Italia venivano poco o per nulla utilizzati nei piatti che arrivano sulle nostre tavole

Oggi ce ne sono di vario genere:

  • ­nuove fonti di vitamina K (menachinone) o estratti di alimenti esistenti (olio antartico di Krill ricco di fosfolipidi dell’Euphausia superba), 
  • prodotti agricoli provenienti da paesi terzi (succo di frutta di noni)  
  • alimenti derivati ​​da una nuova produzione processi (alimenti trattati con raggi UV (latte, pane, funghi e lievito) 
  •  alghe, insetti, meduse, 
  •  grano detossificato dal Cnr,  (non ha la capacità di stimolare la risposta immune nel soggetto celiaco grazie a una variazione nella struttura del glutine introdotta per via enzimatica).

Come capisco se un alimento appartiene a questa categoria?

E’ molto semplice, esiste una normativa che lo definisce.

Nel 1997 è entrato in vigore il primo regolamento sui nuovi alimenti (Regolamento (CE) 258/97), ma solo nel gennaio 2018 in Italia è entrato in vigore un nuovo regolamento (Regolamento (UE) 2015/2283) che ne definisse meglio le caratteristiche e la procedura di determinazione dello status di nuovo alimento, le cui modalità di esecuzione sono state definite dal Regolamento (UE) 2018/456.

Attraverso questa procedura gli operatori verificano se l’alimento che intendono immettere sul mercato dell’Unione è o meno un novel food, inviando una richiesta ad uno degli Stati Membri, secondo quanto definito nel Regolamento 2018/456, e fornendo tutte le informazioni richieste.

Per la Commissione Europea gli alimenti per essere considerati in questa nuova categoria sono necessari alcuni requisiti:

  1. Sicuri per i consumatori
  2. Etichettati correttamente, per non indurre in errore i consumatori
  3. Se un nuovo alimento è destinato a sostituire un altro alimento, non deve differire in modo tale che il consumo del Novel Food sia svantaggioso dal punto di vista nutrizionale per il consumatore.
  4. È necessaria l’autorizzazione pre-immissione sul mercato di nuovi prodotti alimentari sulla base di una valutazione in linea con i principi di cui sopra.

Va sottolineato che questo regolamento si applica anche agli alimenti privi di consumo in UE, ma già in commercio al di fuori dell’UE.

Sebbene la sostenibilità del “nuovo cibo” non faccia parte dei criteri essenziali per l’autorizzazione, il nuovo regolamento, contrariamente a quello precedente, la prende in considerazione nella scelta di approvazione.

Impatto ambientale e sostenibilità economica della produzione sono quindi elementi che compongono il dossier che gli esperti devono compilare per far arrivare il novel food sulle nostre tavole.

Se vuoi sapere quali sono attualmente gli alimenti novel food basta che consulti questa  lista  contenente tutti i novel food già autorizzati che la Commissione europea.

La lista viene aggiornata regolarmente quando nuovi alimenti vengono approvati. 

Troverai sicuramente alimenti già che conosci o che hai sentito palrare come i semi di chia , ma troverai anche alimenti diversi ad esempio:  oli vegetali derivati da piante non presenti in Europa come l’Allanblackia e altri derivati da piccoli animali che nuotano nei mari del nord come il Calanus finmarchicus. O anche cibi o nutrienti ottenuti attraverso trattamenti particolari (per esempio i raggi UV) o che includono nanomateriali, particelle piccolissime di dimensioni uguali o inferiori ai 100 nanometri.

Un altro aspetto legato all’argomento è che la globalizzazione porta continuamente nuovi alimenti sotto i riflettori della scienza.

Un esempio sono le alghe come la spirulina, ricca di proteine (pro-vitamina A), minerali, acido g-linolenico e ficocianina. Secondo ricercatori del Cnr questo tipo di alimento come altri novel food potrebbero essere usati per realizzare alimenti nutraceutici quali pane, pasta e prodotti caseari, in particolare per anziani, bambini, sportivi e vegani e nei Paesi in via di sviluppo potrebbe garantire una dieta bilanciata e ridurre la malnutrizione. 

Ad esempio l’utilizzo di alghe, può diminuire in modo significativo il sovra-sfruttamento di suolo e acqua, rappresentando una valida alternativa alle colture agricole tradizionali. Secondo Francesco Loreto, direttore del Cnr-Disba, però avverte: “Bisogna fare attenzione a pianificare bene lo sfruttamento di queste risorse, per evitare di provocare danni agli ecosistemi”.

Il mio consiglio del mese è:

I novel food possono essere un’ottima fonte di varietà di ciò che mangi.

Vale quindi la pena aggiornarsi periodicamente, consultando la lista citata, per poter scegliere e mangiare tra i tanti indicati, quelli che più gradisci e possono migliorare o mantenere il tuo stato di salute.

La varietà alimentare è un elemento fondamentale, se vuoi rimanere in forma e godere quindi dei benefici a livello della salute.

Dott.ssa Nicoletta Paolillo

Biologa-Divulgatrice scientifica

Fonti: Almanacco del Cnr

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