Alimentarsi ai tempi del Covid-19

di | 12 Gennaio 2021
 tempi del covid19

L’anno appena finito sarà ricordato da tutti come un anno particolare per via del Covid-19, entrato improvvisamente della nostra vita.

L’alimentazione è sempre stata un elemento fondamentale per la nostra salute.
Nei mesi invernali come gennaio, seguire alcuni indicazioni a riguardo, è consigliabile per evitare di ammalarsi.

Molti studi sono stati fatti e continuano ad essere fatti, per scoprire gli effetti benefici e non dei nutrienti sull’organismo.

Molti alimenti sono veri toccasana e hanno un potere salubre, maggiore anche di alcuni farmaci. Molti farmaci sono composti anche da piante (estratti), che portiamo spesso sulle nostre tavole.

Le prove, accumulate dagli studi su virus simili al Sars-Cov19 hanno dimostrato che diversi polifenoli trovati nelle piante e gruppi di zinco-polifenolo, sono stati utilizzati per curare queste infezioni, poiché i medicinali a base di erbe hanno attività antivirali contro virus.

In uno studio la curcumina, lo zinco e i suoi componenti sono considerati nutraceutici e nutrienti che mostrano grandi attività antivirali.

Gli autori dello studio hanno preso in considerazione i potenziali effetti della curcumina, dello zinco e dei suoi componenti nel trattamento delle infezioni virali, incluso Covid-19.

I curcuminoidi e lo zinco classificati come nutraceutici dalla FDA, sembra possono fornire un trattamento complementare per i pazienti Covid-19 con le loro proprietà di potenziamento dell’immunità e antivirali.

Consiglio del mese

Alimenti con curcuma o ricchi di zinco come carne, pesce, cereali, formaggi, latte, aiutano il sistema immunitario a mantenersi attivo e quindi a combattere anche le infezioni di virus e batteri.

Nei periodi più freddi dell’anno come gennaio, prediligi in tavola, questa tipologia di alimento che consente al tuo corpo di combattere l’ingresso di virus influenzali, molto attivi in questi mesi invernali.

Dott.ssa Nicoletta Paolillo

Biologa- Divulgatrice scientifica in Nutrizione

Fonte: Pubmed

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